Parlare in pubblico è per molti sia uno stress che un’importante occasione per persuadere o motivare la propria platea ad una determinata azione.

Nel moderno mondo del lavoro le occasioni di presentare sono aumentate notevolmente. Poiché c’è maggiore interazione fra le persone, i gruppi di lavoro e le aziende, maggiore é la necessità di comunicazione. Più importante ancora é che ciò avvenga efficacemente poiché siamo tutti subissati da messaggi e informazioni e conseguentemente il nostro livello di attenzione é diminuito da questo rumore di fondo.

Nella triste realtà dei fatti presentare in ambito lavorativo é diventato a volte, troppo spesso, sinonimo di death by powerpoint ovvero lo stillicidio a base di interminabili slide proiettate dal computer.

In realtà nel mondo di internet, email con allegati e “cc facile”*, la componente umana é quella che rende, o almeno dovrebbe rendere, le presentazioni un momento estremamente importante della comunicazione.

Non abbiamo occasioni migliori per trasmettere il nostro messaggio.

Nell’era di e@ (e anche i certamente) l’ingrediente segreto è h il fattore umano (human).

Credo fermamente che parlare in pubblico sia efficace quando una persona parla con altre persone. Non si tratta di tecniche, tecnologia o talento artistico. Piuttosto la capacità di esprimere idee (una alla volta) in maniera semplice ed appassionata.

Chiunque può essere un grande oratore, basta un poco di sicurezza, la giusta preparazione e magari un paio di dritte.

Nelle mie sessioni individuali o seminari utilizziamo pratiche che si basano sullo stile comunicativo di ogni partecipante. Imparerai come spegnere il computer (temporaneamente) e “accendere” te stessa/o.

 

*quanti rimpiangono la vera carta carbone (anche se cc sta per copia conoscenza) che prima di inviare una lettera a qualcuno si doveva pensare se era davvero necessario?
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